L’ARTE IN OPERA

 Di Davide Costacurta

 

 

Nei miei primi studi ho sperimentato varie tecniche artistiche e pubblicitarie, approfondendo tramite pratica su disegni di mia ideazione, la serigrafia su vetro e cartone. Dopo un periodo figurativo, in cui attraverso in maniera simbolica gli stati dell’anima, osservo come l’esteriorizzazione dell’emotività metta in moto un meccanismo di purificazione interiore. Questa forte motivazione mi porta ad approfondire gli effetti determinati dal colore e le forme, i quali, al di là del loro significato oggettivo, penetrano dalla superficie, suscitando vibrazioni di una spiritualità legata inscindibilmente alla materia.

 

 In seguito cresce in me il desiderio di rendere visibile l’invisibile, attraverso colore e forma, realizzando quadri accesi di energia luminosa conferita dalla tecnica olio su tela. I colori ruotano creando composizioni di matrice astratta provenienti da un mondo interiore: tali sensazioni energetiche, al di fuori di ogni volontà, muovono la mia poetica creativa, tesa a realizzare un movimento continuo tra due dimensioni contrapposte, ma non separate. La percezione astratta che ci riconduce allo spirito essenziale degli equilibri della natura, si manifesta graficamente tramite l’utilizzo di forme geometriche quali il cerchio e la spirale, così da visualizzare il concetto spazio-tempo-circolare. La campitura, così deformata, crea movimenti rotatori che guidano lo sguardo all’interno della dimensione suggerita dal quadro. Le pennellate seguono il movimento della composizione per rafforzare gli equilibri pittorici. Il colore crea la forma e la forma determina il colore, l’una non può esistere senza l’altro. Ogni colore risveglia in noi una vibrazione non soggetta alla mediazione della ragione: questa sensazione sottile si genera da una percezione visiva che aziona le nostre funzioni emotive, penetrando in un secondo momento negli angoli più remoti della mente e sollecitando l’intervento dell’intelletto.

 

L’esigenza espressiva degli ultimi anni mi ha suggerito l’utilizzo della Luce, attraverso l’impiego di lampade al Neon, intese come ulteriore mezzo artistico, lavorate con il Fuoco e sagomate a mano. Queste “sculture luminose” sono atte a risvegliare nello spettatore la consapevolezza di essere di fronte ad una soglia, chiave d’accesso ad una dimensione altra. Superare una zona d’ombra, sulla scia di questi spazi luminosi, è la condizione necessaria per lo schiudersi del confine ideale dei mondi possibili. In questo sistema creativo l’individuazione di uno spazio-tempo determinato, è fondamentale per la sua conseguente disgregazione attraverso l’azione di luce e colore: questi due elementi consentono di creare una distorsione dimensionale che si accosta ai processi onirici. Questa “esperienza” influisce in maniera decisiva sulla vita ordinaria.

 

 

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